Immersioni in liveaboard: com'è la vita a bordo e come scegliere il percorso giusto
C'è un momento, nella carriera di ogni sub, in cui le immersioni singole da shore o le uscite giornaliere in barca non bastano più. Il mare aperto è lì fuori, a poche ore di navigazione, con siti irraggiungibili dalle basi terrestri, reef incontaminati, relitti a 40 metri, branco di squali martello alle sei del mattino. Per arrivare là serve una barca, e per fare tre o quattro immersioni al giorno per una settimana intera, quella barca deve diventare casa. È questo il liveaboard.
Com'è la vita a bordo
Un liveaboard è essenzialmente un hotel galleggiante specializzato per subacquei. Le cabine — singole, doppie o a castello — variano enormemente per dimensioni e comfort, da spartane cuccette in una cabina da sei persone su un vecchio ketch indonesiano, a suite con bagno privato e aria condizionata su imbarcazioni di alto livello nel Mar Rosso o nelle Maldive.
La giornata tipo a bordo si struttura attorno alle immersioni: sveglia presto, prima immersione al sorgere del sole (o prima ancora, se il sito è lontano), colazione, seconda immersione a metà mattina, pranzo, terza immersione nel primo pomeriggio, quarta immersione al tramonto o di notte. Tra un'immersione e l'altra si mangia, ci si riposa, si scrive il logbook, si parla con gli altri ospiti. Non c'è molto altro da fare — e questo, per molti, è esattamente il punto.
I pasti sono inclusi nel prezzo su quasi tutti i liveaboard. La qualità varia: alcune imbarcazioni servono cucina locale eccellente (il pesce fresco nei liveaboard tailandesi è spesso notevole), altre propongono un menu internazionale standardizzato. L'acqua è sempre disponibile, le bevande alcoliche quasi sempre a pagamento — molti sub preferiscono non bere alcol durante le settimane di immersioni intensive per ragioni fisiologiche legate all'idratazione e alla decompressione.
Quante immersioni si fanno
La media su un liveaboard ben gestito è di tre-quattro immersioni al giorno, il che significa 18-28 immersioni in una settimana. Per qualcuno, questo è il volume di immersioni che farebbe in un intero anno. L'accumulo di profondità e tempo in acqua è reale: bisogna essere ragionevolmente in forma, dormire bene tra le immersioni e idratarsi costantemente.
Il computer da immersione lavora intensamente in queste condizioni. Dopo quattro immersioni ravvicinate su reef con discese a 25-30 metri, il carico di azoto nei tessuti lenti è considerevole. Alcuni operatori offrono nitrox (aria arricchita di ossigeno) come upgrade che permette tempi di fondo più lunghi e una decompressione più rapida tra le immersioni — vale la pena avere la certificazione Enriched Air prima di salire a bordo.
Chi è adatto al liveaboard
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il liveaboard non è riservato ai sub esperti. Molte imbarcazioni accettano Open Water certificati e gestiscono itinerari adatti a diversi livelli. Il requisito minimo pratico è avere sufficiente esperienza per non essere un peso per gli altri ospiti e per il crew: essere a proprio agio nell'entrare in acqua da una barca in movimento, gestire l'attrezzatura in modo autonomo, effettuare la sosta di sicurezza senza supervisione.
Chi tende a essere a disagio in spazi chiusi, soffre il mal di mare in modo significativo, o ha bisogno di molto spazio personale dovrebbe rifletterci. Non c'è dove andare su una barca di 25 metri in mezzo all'oceano. Il mal di mare può essere gestito con cerotti alla scopolamina o Dramamine, ma non sparisce del tutto in condizioni di mare formato.
Chi ama la vita semplice, si adatta facilmente ai ritmi degli altri, e ha come priorità assoluta fare tante immersioni di qualità troverà nel liveaboard il formato di viaggio più appagante che esista.
Le rotte più celebrate nel mondo
Mar Rosso (Egitto): La rotta classica da Hurghada o Sharm el-Sheikh verso i Brothers Islands, Daedalus Reef, Elphinstone. Qui si trovano gli squali longimano oceanici, i banchi di barracuda, e i muri verticali tra i più belli del Mediterraneo allargato. Disponibile tutto l'anno, con ottobre-aprile come stagione ottimale.
Isole Similan (Thailandia): Il liveaboard è praticamente l'unico modo per fare immersioni serie alle Similan, chiuse ai visitatori terrestri. La stagione va da novembre ad aprile; fuori da questo periodo il parco è chiuso. Richelieu Rock — considerato da molti il miglior sito di immersione del Sudest asiatico — è raggiungibile solo in liveaboard.
Raja Ampat (Indonesia): Forse il più biodiverse reef system al mondo, con siti come Manta Sandy, Chicken Reef, Cape Kri. Il liveaboard è quasi obbligatorio: le isole sono sparse su un'area enorme e le strutture terrestri di qualità sono poche. Stagione ottimale: ottobre-aprile.
Maldive: I liveaboard alle Maldive permettono di raggiungere gli atolli remoti del sud e dell'est, lontani dall'Atollo di Male dove si concentrano i resort. Fusilier Point, Shark Fin City, l'Atollo di Felidhoo — siti dove si vedono branchi di squali grigi, razze manta e whale shark in stagione (da dicembre ad aprile per il versante nord).
Palau (Micronesia): Blue Corner, German Channel, Jellyfish Lake. Palau è piccola abbastanza da visitarsi in day trips, ma un liveaboard permette di stare vicino ai siti migliori e fare le immersioni all'alba quando i sub terrestri non sono ancora svegli.
Isole Cocos (Costa Rica) e Galapagos: Destinazioni remote che si raggiungono solo in liveaboard. Cocos Island, a 36 ore di navigazione da Puerto Jiménez, è frequentata da banchi di centinaia di squali martello, squali seta, squali balena occasionali. Minimo consigliato: 100 immersioni e Advanced Open Water.
Come scegliere l'imbarcazione
Il prezzo è un indicatore ma non l'unico. Un liveaboard economico nella fascia 1000-1500 EUR per settimana può offrire ottime immersioni con comfort basic; un'imbarcazione di lusso a 3000-5000 EUR aggiunge comfort ma non necessariamente migliori siti.
Cosa guardare concretamente: il numero di ospiti a bordo (meno ospiti = più spazio e attenzione individuale), il numero di guide/divemaster per gruppo (ideale 4-6 ospiti per guida), la presenza di nitrox disponibile, la capienza dei kompressor a bordo (fondamentale per viaggio lungo), l'età e la manutenzione della barca.
Le recensioni dettagliate su Liveaboard.com, DiveBoat.com e Scubaboard sono risorse preziose. Leggi le recensioni negative con attenzione — spesso rivelano problemi strutturali (barca vecchia, meccanica inaffidabile, segnalazioni di sicurezza) che non emergono dalle foto patinate del sito web.
Prima di prenotare, apri la mappa per individuare i siti di immersione nell'area che ti interessa e capire se sono raggiungibili da un liveaboard o anche da operatori terrestri — alcune destinazioni offrono entrambe le opzioni.
Un buon liveaboard non è solo un mezzo di trasporto verso le immersioni: è un modo di vivere il mare per una settimana intera, di addormentarsi al dondolio delle onde e di svegliarsi con l'orizzonte del Pacifico o dell'Oceano Indiano come unica vista disponibile.